FiberArt

LA RIVOLUZIONE DELL’ARTE TESSILE

OFF LOOM II

QUANDO LA FIBRA E L’INTRECCIO DIVENGONO ARTE

DALLA TRADIZIONE AL CONTEMPORANEO
di Bianca Cimiotta Lami e Lydia Predominato

Correva l’anno 1962 quando Jean Lurçat, fondatore nel 1961 insieme e Pierre Pauli del C.I.T.A.M. – Centre International de la Tapisserie Ancienne et Moderne, inaugura la prima mostra di Fiber Art.
Nasce così a Losanna la 1° Biennale Internationale de la Tapisserie, la prima esposizione pubblica in cui furono accettate solo opere tessute nella tecnica tradizionale dell’arazzo ad alto o basso licio.
Con questa esposizione Jean Lurçat, arazziere poliedrico, grande innovatore, muralista pittore, incisore, ceramista, protagonista dell’esperienza artistica e culturale del ’900, inaugura una nuova stagione, aprendo la strada e indicando un nuovo percorso nell’ambito dell’Arte Tessile che operava specificamente nel campo dell’arazzeria /tapisserie e coniando per questa una nuova definizione.

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I tempi erano maturi affinché l’arazziere sperimentasse nell’opera tessuta, una nuova visione dello spazio e del tempo, ampliando il suo luogo d’azione riunendo in una sola persona le fasi dell’ideare, del progettare e dell’eseguire.

Già la seconda Biennale del 1965 fu una sorta di rivoluzione tessile che inserì nuovi criteri aggiuntivi nella selezione delle opere, aprendo anche al ricamo e alla tessitura: modus che portò alla bidimensionalità e tridimensionalità dell’opera.
Ma la svolta si manifestò in occasione della terza Biennale Internationale de la Tapisserie del 1967, dedicata a Lurçat in cui la nuova giuria decise di creare una sezione di ricerca senza pregiudiziali di tecniche e di materiali.
Il filo, medium espressivo privilegiato e la trama, tecnica prevalente utilizzata in tessitura, rimasero come tutt’ora, le basi di riferimento con cui sperimentare la strada da intraprendere. Così si inserirono nuovi materiali, ampliando e consentendo nuove forme di sperimentazione attraverso la paglia, il metallo, la plastica, lo spago, la seta, il cotone, la lana di vetro, fino alle fibre ottiche. Da questo momento, l’intervento artistico sperimenterà anche attraverso la stampa, il ricamo, il nodo, il collage, il ready-made, il passo della contemporaneità.
Il riferimento alla Biennale di Losanna e al suo ideatore è dunque un punto fermo della storia della fiber art che definisce le sue radici di appartenenza storica.
Un’espressione artistica trasversale, quella della Fiber Art, che ha colto le sue suggestioni dalle molteplici tematiche interpretate dal Futurismo dall’Astrattismo, dall’Arte Povera, dal Concettuale, dal Pop alla Video Art, e che sconfina fino alla “wearable art” e alla “non- wearable art”, trovando soprattutto molta affinità, similitudini ed empatie nei contenuti della Land Art, nella memoria così attuale della Bauhaus e della sua esperienza artistica.
La possiamo trovare sotto il nome di Art Fabric, Fiberwork, Nouvelle Tapisserie, presente in tutto il mondo, nei suoi distretti culturali e snodi museali, biennali, triennali e mostre.
L’esperienza tessile è un forte motivo di memoria e di trasmissione, è un’esperienza interiore, è il mezzo del dialogo, è una dimensione collettiva.

Da queste esperienze e considerazioni nacque la prima edizione di OFF LOOM che risale al 2000 e si tenne nei locali dell’ex carcere minorile del S. Michele a Ripa a Roma. Fu un evento straordinario in tutti i sensi, innanzi tutto perché si trattò di una mostra altamente qualificata e catturante per la novità delle opere esposte e in secondo luogo perché veniva presentata una corrente artistica dal nome quasi sconosciuto: fiber art. Un nome che era certamente noto a quegli artisti italiani più presenti nell’ambito internazionale che avevano scelto e perseguito questo modo di fare arte ma che alla maggior parte dei fruitori rimaneva misterioso se non legato all’attività puramente artigianale.

OFF LOOM I ebbe sì come scopo quello di far conoscere questa corrente dell’arte contemporanea ma, cosa più importante, si prefisse di render note le radici della fiber art italiana esponendo le opere di coloro che per primi si erano dedicati a questo tipo di espressione artistica: dagli arazzi di Enrico Accatino, alle opere di Maria Lai, di Anna Maria Del Drago, di Gisella Meo, alla soft sculpture di Ettore Conosolazione, per citarne solo alcuni. Le presenze erano suddivise in tre gruppi: artisti storici, artisti attivi e universalmente riconosciuti in questo ambito e un gruppo alquanto numeroso di giovani che avevano scelto di esprimersi con questo nuovissimo codice.

Fu una mostra che, grazie all’alto livello delle opere, segnò un inizio, nell’ambio romano, di un interesse più approfondito. Una serie di mostre del gruppo Tapisserie Jeune continuò il percorso, e la preziosa disponibilità del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari ospitò ripetutamente mostre di fiber art nonché episodi di video art sempre ispirati al tessile artistico durante le Settimane dei Beni Culturali. La fiber art romana è stata anche ospite della Temple University Gallery, Rome.

Mentre in questi quattordici anni la fiber art si faceva sporadicamente viva a Roma, nel Nord Italia questa corrente diveniva sempre più forte ed accettata con partecipazioni importanti come alla Biennale di Venezia (grazie a Simonetta Gorreri di Artlifefortheworld), al Museo Civico di Modena, quello di Trieste, a Torino, a Vicenza, ecc. finalmente riconosciuta in tutta la sua interezza artistica.

Molto tempo è passato a Roma da quell’esperienza e nel mondo nel frattempo sono rimasti vivi i luoghi dell’arte tessile, dove crescono e si rinnovano esperienze, avanguardie, e ricerca che a tutto merito, per la loro natura e poetica, s’inseriscono ampiamente nella grande famiglia dell’arte contemporanea.

Oggi a distanza di quattordici anni si rinnova l’appuntamento, al Museo Nazionale delle Tradizioni Popolari di Roma con i maestri storici, gli antesignani, i precursori e gli artisti contemporanei.

OFF LOOM II offre la possibilità di cogliere lo sviluppo e l’evoluzione dei molteplici aspetti della Fiber Art, e delle esperienze, da quelle legate più alla tradizione a quelle di natura più concettuale e sperimentale, ridefinendo le linee, i percorsi, gli sviluppi dell’arte tessile nel panorama artistico italiano.
Con il proposito di non disperdere il patrimonio di conoscenza e di lavoro acquisito con l’operazione OFF LOOM I, abbiamo quindi proposto questa seconda edizione che dà una visione contemporanea della fiber art italiana, mantenendo anche in questa occasione la suddivisione tra artisti senior, contemporanei e giovani.

L’esposizione, ha un sapore antico e attuale: è come il tempo, è come l’esperienza che passa tra le mani e attraversa il cuore e la mente e si fa interprete con sentimento perseguendo il sogno di quell’ideale che vede nell’armonia, nel dialogo, la sua Bellezza: la tessitura, la trama e l’intreccio, come nel libro scritto dell’infinito, tessono, ricamano la storia della vita dell’uomo nel racconto dell’umanità e del tempo smisurato, tramandando un importante patrimonio culturale. E non dimentichiamo che è Ananche, dea della necessità, che regge i fili del destino del mondo.

Due sono i piani su cui si articola la fiber art contemporanea che continuamente si sovrappongono e si intersecano: il primo ha una radice fisica ed archetipica e comprende la tradizione tessile e la specifica manualità ad essa connessa anche abbinata alla decorazione. Il secondo piano ha fatto sua tutta la tecnologia contemporanea, i technomateriali più recenti, i multi media e tutti gli approcci non tradizionali del fare arte.

Ecco, dunque, questa doppia anima della fiber art che si basa su radici antiche e allo stesso tempo si avventura verso una ricerca ed un’espressione contemporanea, se vogliamo, è un riscatto della creatività sottomessa alla funzionalità che trova il suo canto di libertà nell’aprire un vasto territorio di sperimentazione e invenzione pur mantenendo forti legami col suo passato antico.

E’ un’arte giovane che nasce da una materia specifica (l’intreccio di orditi e trame), che ha pure un passato recente (Bauhaus, Espressionismo Astratto americano) ma che deve però ancora trovare una precisa sistemazione teorica e un riconoscimento ufficiale nell’ambito dell’arte contemporanea (come è avvenuto, per esempio, per la ceramica).

Così sembra che anche le opere tessili, alle quali in Italia si presta così poca attenzione, e i loro autori, facciano parte di quella tradizione di valori da proteggere, come si evince dalla Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, approvata dall’UNESCO il 3 Novembre 2003: nei termini di “patrimonio culturale immateriale”si intendono le pratiche, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità – come pure gli strumenti, gli oggetti , manufatti e gli spazi culturali ad essa associato […]. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e la loro storia, e fornisce loro un senso di identità e di continuità [… ]. ”
Affinché la conservazione delle tradizioni e le espressioni di vita ereditate dagli antenati e dai maestri e trasmesse ai discendenti ed ai praticanti e agli artisti, possano continuare ad essere trasmesse nel tempo e nella storia.

La storia e quella dei suoi protagonisti dal XX secolo fino al nostri tempi attuali e le molteplici connessioni, sarà ripercorsa e raccontata nei testi e dai contributi presenti di questo libro a cura dei critici d’arte e storici della Fiber Art che da lungo tempo sono osservatori attenti e promotori in prima linea di questa poetica nel mondo.

Off Loom II è il cammino di preparazione per quello che vorrà essere una futura Biennale che ha scelto Roma come polo nazionale e internazionale di riferimento anche in vista dell’apertura di una nuova sezione dedicata: Sperimentazioni.

Un iniziativa che possa collegare e raccontare le esperienze di alto profilo culturale che si svolgono nel mondo, nell’intento di potenziare e riunire con coerenza e capillarità il meglio del panorama internazionale in cui si articola la Fiber Art.
Ringraziamo veramente tutti.